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Il privato che non paga «finché non funziona»: foro del consumatore e contestazione
La situazione
Marco Guidetti ha rifatto l'impianto del suo appartamento con Acme: preventivo firmato a febbraio, acconto di 1.500 € a maggio, fattura di 4.880 € scaduta il 14 giugno. Al sollecito di fine giugno ha risposto per e-mail che il differenziale del bagno scatta e che paga quando l'impianto funziona. L'amministrazione carica la fattura, il preventivo firmato, la sua e-mail e l'estratto conto.
I documenti
Gli stessi file che l'agente ha ricevuto. Aprili prima di leggere il resto: nomi, indirizzi e partite IVA sono inventati, la struttura no.
Che cosa fa l'agente
Le stesse quattro fasi di ogni esecuzione, in fila. Nella console le vedi scorrere una per una, con i crediti accanto.
- 01DiagnosiLegge l'input e decide qual è davvero il lavoro da fare.
- 02PreparazioneSceglie strumenti, fonti dati e il modello che hai scelto tu.
- 03AzioneFa il lavoro. Tutto ciò che esce dall'azienda aspetta un'approvazione.
- 04ValutazioneControlla il risultato rispetto alle tue regole prima di chiudere i crediti.
Il risultato
Risultato in registrazione
Questo scenario è pronto ma la sua esecuzione vera non è ancora stata registrata. Finché non lo è, qui non c'è niente da mostrare: preferiamo una riga onesta a un risultato finto.
Che cosa guardare
Un privato non è un'impresa: niente interessi del D.Lgs. 231/2002 né 40 €, solo gli interessi legali dalla messa in mora; il foro è quello del consumatore (art. 66-bis del Codice del consumo), e con 3.380 € di residuo — l'acconto di maggio l'estratto conto lo toglie da solo — il giudice è quello di pace. Soprattutto, la prima riga dice che il debitore contesta: la sua e-mail parla di un difetto, e un decreto su un credito contestato sarà quasi certamente opposto. La messa in mora va per raccomandata, e il fascicolo dice all'avvocato di valutare prima.